Ecco come i laureati pagano la crisi

Posted in Attualità on June 8th, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

rapporto almalaurea laureati 2010
Rapporto almalaurea laureati 2010

La disoccupazione aumenta, le buste paga si alleggeriscono, e i contratti di lavoro sono sempre più atipici. I laureati pagano cara la crisi, e a dirlo stavolta è Almalaurea con il dodicesimo Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati. L’indagine ha coinvolto 210 mila laureati intervistati nel 2009, a un anno dalla laurea.

Quella che emerge è una situazione non proprio rosea, soprattutto se confrontata con quella degli anni precedenti. Nel complesso si registra infatti una crescita del tasso di disoccupazione. Questo non solo per i laureati triennali, ma anche per gli specializzati.  E, dato ancor più destabilizzante, anche per le lauree cosiddette “forti“, vale a dire spendibili sul mercato del lavoro.

In particolare, a un anno dalla laurea, la disoccupazione è passata rispettivamente dal 16,5 al 22 per cento per i laureati triennali, dal 14 al 21 per cento per i laureati magistrali, dal 9 al 15 per cento per gli specialistici a ciclo unico. Rispetto allo scorso anno, spiega il rapporto, c’è stata insomma una frenata da parte di tutti i corsi di laurea ad essere “assorbiti” dal mercato del lavoro.

Inoltre, per chi trova lavoro a un anno dalla laurea diminuisce la probabilità di trovare un impiego stabile. La contrazione, spiega il rapporto, è di 3 punti percentuali per i laureati di primo livello e di 2 punti per i colleghi specialistici, per cui il lavoro stabile nel 2009 corrisponde rispettivamente al 36% e al 26%. Per gli specializzati a ciclo unico – come medici, architetti e veterinari – invece, la probabilità di trovare un lavoro stabile rimane costante al 36 per cento.

Ma non è tutto, le buste paga sono sempre più scarse. In calo, infatti, le retribuzioni dei laureati di primo livello (2 per cento), degli specialisti a ciclo unico (3 per cento), e degli specializzati con laurea magistrale (5 per cento).

Se a questo si aggiunge che nei primi due mesi del 2010 le aziende hanno richiesto il 31 per cento di curricula in meno alla banca dati di Almalaurea, rispetto allo stesso periodo del 2009, allora si capisce come il quadro non sia davvero dei migliori.

Regione Piemonte, bando per formazione operatori forestali

Posted in Bandi e Concorsi on June 7th, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

Un nuovo bando nell’ambito del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 è rivolto agli operatori del settore forestale ed ambientale ed è finalizzato a promuovere iniziative di formazione ed aggiornamento professionale. Le domande di contributo dovranno essere presentate alla Regione Piemonte entro il 20 luglio 2010. Per informazioni http://www.regione.piemonte.it/montagna/montagna/rurale/psr2007_13_111.htm

Un “buono formazione” per giovani e disoccupati

Posted in Attualità on June 7th, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

Regione Piemonte

Potrà essere speso liberamente sul mercato
La Regione istituirà un “buono formazione”, che i ragazzi in età scolare e i disoccupati piemontesi potranno spendere liberamente sul mercato.Il vicepresidente e assessore al Lavoro e Formazione professionale, Roberto Rosso, lo ha annunciato intervenendo al convegno “Orientamento: dal Rapporto nazionale alle esperienze locali, con uno sguardo all’ottica di genere e alle pari opportunità”, che si è tenuto il 28 maggio a Torino.
L'intervento dell'assessore Quaglia
La Regione istituirà un “buono formazione”, che i ragazzi in età scolare e i disoccupati piemontesi potranno spendere liberamente sul mercato.

Il vicepresidente e assessore al Lavoro e Formazione professionale, Roberto Rosso, lo ha annunciato intervenendo al convegno “Orientamento: dal Rapporto nazionale alle esperienze locali, con uno sguardo all’ottica di genere e alle pari opportunità”, che si è tenuto il 28 maggio presso il Centro Congressi di corso Stati Uniti 23 a Torino.

“Il buono – ha spiegato Rosso – renderà ancora più importante il ruolo del sistema di orientamento, che intendiamo potenziare per evitare che le persone, e soprattutto i giovani, vengano lasciati soli nel decidere come utilizzare al meglio questo strumento e come cogliere tutte le opportunità a disposizione”.

Ad aprire la seduta pomeridiana, invece, è stata l’assessore alle Pari opportunità, Giovanna Quaglia, che ha sottolineato come sia importante leggere i dati sull’orientamento in chiave di genere, per capire quali percorsi di istruzione e formazione seguano le donne e con quali competenze entrino nel mercato del lavoro: “Questo perché persistono ancora differenze rilevanti di trattamento e di opportunità per le donne rispetto agli uomini – ha sostenuto Quaglia Le donne, in particolare, incontrano la strada in salita per raggiungere le posizioni apicali e ancora oggi percepiscono in media il 17% in meno di stipendio rispetto agli uomini. E ciò, nonostante siano molto più brave nel percorso di studi: le percentuali di donne diplomate e laureate sono sempre maggiori rispetto agli uomini, così come il numero di donne che accedono ai concorsi pubblici. I problemi nascono una volta entrate nel mondo del lavoro, che non è in grado di valorizzare appieno questo capitale, con il rischio che molte di loro siano penalizzate o debbano addirittura rinunciare alla carriera lavorativa. Lavoreremo in questo senso, per concertare politiche attive e trasversali tra i diversi assessorati e per fare in modo che gli investimenti, in particolare quelli sul lavoro, tengano realmente conto delle caratteristiche e delle scelte delle giovani donne chi si affacciano al mondo del lavoro”.

manastasia

28 maggio 2010

Posted in Attualità on June 6th, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

Enti inutili (al quadrato)

Sino a poche prima del varo della manovra erano in prima fila tra gli enti da sopprimere in quanto inutilmente costosi. Ora Isfol e Ias si fondono. Non è proprio il merger del secolo che farà tremare i mercati. Preoccuperà, però, un po’ di persone poiché si riducono presidenze, poltrone di CdA e servizi amministrativi.

L’Isfol (Istituto per lo sviluppo e la formazione dei lavoratori) è nato come ente di ricerca in materia di lavoro con un organico di circa 90 persone. I maligni dissero che occorreva, si era all’inizio degli anni Settanta, sistemare i leader del Mpl (che aveva tentato di scindere la DC) e di mostrare attenzione al mondo del lavoro (dopo l’autunno caldo); ora tra dipendenti a tempo indeterminato e determinato sono in ciirca 600.

Per alcuni anni ho fatto parte del CdA dell’Isfol tentando di comprendere come mai il suo omologo tedesco IZA , forte di 40 persone (tra ricercatori ed amministrazione) produca, con una rete universitaria internazionale animata dall’istituto, almeno dieci lavori scientifici la settimana (basta consultare il web) mentre l’Isfo sforna solo una diecina di saggi l’anno. E’ rimasto un mistero doloroso nonostante le frequenti richieste anche scritte. E’ anche difficile capire perché 300 collaboratori di un istituto preposto alla tutela del lavoro non siano stati messi in regola con l’Inps per l’anno 2002 (tanto che l’Inps ha minacciato recupero coatto).

Lo Ias (Istituto affari sociali) stava per essere soppresso nel 2007
in quanto già allora considerato ente inutile; era il vecchio Istituto Fascista di Medicina Sociale. Cambiò nome in Istituto per gli Affari Sociali e rimase discretamente (nessuno sa cosa fa) in vita.

Un proverbio britannico dice che “due mali non fanno un bene”. Vedremo se la fusione farà sì che due enti inutili diventeranno un ente utile. O se invece l’intenzione è soltanto quella di prolungare l’agonia di strutture che appartengono al passato.

© – FOGLIO QUOTIDIANO

di Giuseppe Pennisi

China Celebrates Chopin

Posted in Esteri on June 5th, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

March 1 marked the 200th birthday of the famous Polish composer Frederic Franciszek Chopin (1810-49). Music lovers throughout the world will dedicate 2010 to the Romantic poet of the piano.

Festivities

On May 15, a Chopin concert by Chinese piano prodigy Li Yundi was staged in Beijing, a highlight of China’s yearlong celebrations for the 200th anniversary of the composer’s birth.

The performance, also the first leg of the young pianist’s worldwide tour spreading the music of the great composer, was held at the newly built National Center for the Performing Arts (NCPA), where the nationwide celebrations for the musician’s 200th birthday were launched on December 7 last year.

Known as the “prince of the piano,” Li is considered as one of the best of today’s interpreters of Chopin’s music in China and is also regarded as sharing a similar temperament to Chopin. In 2000, Li won the first prize at the International Frederic Chopin Piano Competition in Warsaw at the age of 18, becoming one of the youngest winners of the competition ever and also the first in 15 years to be awarded a first prize at the prestigious event.

Before his Chopin concert at the NCPA, Li released a new album Chopin: Nocturnes in April, to convey his respect for the great master’s anniversary. Talking about the new album, the accomplished pianist said concentrating on the composer’s famous pieces had given him a deeper understanding of the Romantic musician.

“These pieces represent the composer’s style.The music is so lyrical and beautiful, and is also quite easy to understand. The pieces are very accessible to listeners,” Li said.

Besides the events in which Li was involved, many other celebration activities have been and will continue to be held in China, as part of the global commemorations.

The special celebrations in China, with the curtain coming down on December 10 this year, feature a series of Chopin concerts presented by a stellar list of pianists from home and abroad, as well as exhibitions, movies, dramas and other events about Chopin’s life and music, with the aim of helping the Chinese better understand this musician of the Romantic era.

Cooperating with the Chopin 2010 Celebrations Committee of Poland, the NCPA has invited 14 of the world’s piano maestros, including Italy’s Maurizio Pollini, Russian conductor and virtuoso pianist Vladimir Ashkenazy and Japanese jazz pianist Makoto Ozone, to interpret Chopin’s classics at the grand theater in 15 concerts. Nine of these famous pianists have won the International Frederic Chopin Piano Competition.

Such a large-scale celebration for a foreign musician reflects the deep impact Chopin has made on music lovers in China, where Western classical music is still looked as an art form for a small audience and far from the lives of ordinary people.

Synonym for piano

Many Chinese, especially the young, know the name of Chopin. For them, the name of Chopin equals “piano.” Quite a few people in China are able to hum the tunes of some of Chopin’s masterpieces, though most of them may not be able to say what the names of these pieces are. In reality, Chopin is one of only a few Western classical musicians with whom Chinese people are familiar.

Progetto Quadrifoglio II – Selezione di n. 15 tirocini formativi “on the job”

Posted in Progetti on June 4th, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

3 giugno 2010

Avvisi Pubblici
Progetto Quadrifoglio II – Selezione di n. 15 tirocini formativi “on the job”

Pubblicato l’Avviso Pubblico per la selezione di n. 15 tirocini formativi “on the job” presso aziende della Provincia di Napoli nell’ambito del Progetto Quadrifoglio II – Inclusione sociale ed inserimento lavorativo di giovani disoccupati residenti nel Comune di Napoli.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è giovedì 10 giugno 2010 entro le ore 12,00.

L’Avviso Pubblico e la domanda di partecipazione sono disponibili all’interno della Sezione dedicata.

Il supercomputer parla cinese

Posted in Tecnologia on June 3rd, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

Origine: www.lastampa.it (FRANCESCO SISCI)

Pechino: abbiamo la seconda più veloce macchina da calcolo del mondo. Sorpasserà l’Occidente?


Un simbolo di potenza e un segno di sviluppo scientifico di altissimo livello. I supercomputer incarnano la capacità di raggiungere i più alti livelli di sofisticazione in una tecnologia cruciale per lo sviluppo di una nazione nel XXI secolo. Per questo si capisce l’orgoglio con cui la Cina ha annunciato di avere messo in funzione «Xingyun» (nuvole), vale a dire la seconda macchina di calcolo più veloce del Pianeta, dopo «Jaguar», il computer del dipartimento dell’Energia Usa che installato a Oak Ridge, nel Tennessee.
«Xingyun» è parte del grandioso progetto «Albe 6000», sviluppato dalla Dawning Information Industry, dall’Accademia delle scienze del calcolo e dal Centro di supercomputer della Cina meridionale. La struttura dovrà servire per gestire sistemi complessi, per effettuare ricerche «intelligenti» su Internet e per lo studio delle sequenze del Dna. Ha una capacità di calcolo di 1,271 petaflops, vale a dire 1.271 trilioni di calcoli al secondo. Il «Jaguar» raggiunge invece 1,75 petaflops.

La velocità di calcolo è una pietra angolare per ogni sviluppo industriale e tecnologico, con ricadute in tantissimi settori, dall’agricoltura alle previsioni del tempo, fino alla missilistica. Le autorità cinesi sottolineano che «Xingyun», tra l’altro, permetterà nuove ricerche sulle armi atomiche e la progettazione di aerei supersonici di nuova generazione. Si tratta di chiari esempi della «duplicità» di questa tecnologia e questa natura contraddittoria è alla base della lunga ritrosia occidentale nel cedere al governo cinese conoscenze in questo settore strategico. Ma, adesso, l’annuncio del nuovo supercomputer rivela alcuni errori nei calcoli politici fatti dall’Occidente.

Se americani ed europei, una quindicina di anni fa, avessero sfruttato la cessione di queste tecnologie come un mezzo di scambio sia politico sia commerciale, oggi la situazione potrebbe essere molto diversa. All’epoca, infatti, decisero di non cedere in blocco l’hi tech dei supercomputer nel timore di contribuire all’impetuoso sviluppo della minacciosa industria militare cinese. Non si accorsero che, così, avrebbero potuto intrecciare un grande business con una stretta collaborazione politica. E, invece, hanno perso una grande occasione per seguire da vicino l’evoluzione della tecnologia di Pechino in un settore di assoluto valore.

Si tratta di una realtà a tutto campo, che non si può più fingere di ignorare. E, in effetti, secondo molti esperti, la vendita alla Cina di prodotti industriali sofisticati, finora proibita da Washington, potrebbe diventare la punta dell’iceberg di un rilancio economico-industriale dell’America, ancora sofferente per la crisi. L’export sul mercato cinese – potenzialmente il primo al mondo – potrebbe quindi trainare la crescita economica dell’Occidente per molti anni, unendo la possibilità di fruttuose partnership in molti settori della ricerca.

Si tratta di una scommessa e di una sfida. Non mancano i rischi, ma la nascita di «Xingyun» prova che la Cina riesce a fare giganteschi passi avanti, in molti settori «sensibili», con o senza l’aiuto di America ed Europa. E’ una realtà che sarà sempre più vera nel futuro, grazie a una forza economica crescente e alla possibilità di comprare brevetti e di attirare talenti.
Il duello fra supercomputer americani e cinesi è solo la cima di un iceberg che l’editorialista del «New York Times» Thomas Friedman definisce con l’espressione «corsa al nuovo Sputnik», ovvero una riedizione della gara russo-americana avvenuta nel Novecento per la conquista dello spazio.

Lo Sputnik del XXI secolo è la supremazia nel settore dell’alta tecnologia e la sfida fra Usa e Cina si svolge su più fronti: dallo sviluppo di fonti alternative di energia alla manifattura dei computer, dai motori di ricerca su Internet ai satelliti e ora ai supercomputer. A descrivere la forza della Cina è un mercato che già vanta il primato della produzione di laptop e auto, ha una domanda di elettricità in crescita esponenziale e attira i giganti stranieri, offrendo ingegneri qualificati in hi-tech ad appena 730 dollari al mese. Una delle conseguenze è lo spostamento in Cina di giganti americani come Applied Materials, il cui capo del settore tecnologie, Mark Pinto, si è trasferito con la famiglia a Pechino per gestire i nuovi laboratori in via di realizzazione, riunendo gli azionisti a Xiian. Se il supercomputer «Nebulae» ha scalato la classifica, è proprio grazie all’integrazione di molteplici componenti made in Usa nelle manifatture cinesi.

Ad andare all’origine della competizione è Elizabeth Economy, direttore degli studi sull’Asia al «Council on Foreign Relations» di New York, quando spiega che «la Cina predomina nelle manifatture e gli Usa nel software» per il fatto che «loro hanno stipendi più bassi, costi dei terreni minori, meno leggi e regolamenti, potendo così costruire un grande numero di fabbriche qualificate», mentre «noi continuiamo ad avere i migliori laboratori, centri di ricerca, università, professori, start up e inventori», che consentono ai programmi di giganti come Apple, Microsoft, Google e Boeing di essere sempre «molti passi avanti rispetto ai cinesi». Poiché i due rivali hanno qualità opposte, l’esito del duello potrebbe dipendere da diversi fattori: l’abilità della Cina nell’impossessarsi di brevetti Usa come la capacità dell’America di accelerare lo sviluppo delle manifatture. La corsa al nuovo Sputnik è solo all’inizio.

“La crisi più dura della storia recente” L’Istat: tegola su industrie e famiglie

Posted in Attualità on June 2nd, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!
Finanza, immobiliare e pagamenti
sulla graticola, è allarme giovani
«Aumenta il gap con i garantiti»
TORINO
La crisi degli anni 2008 e 2009 è stata «la più profonda della storia economica recente». Il Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese fotografa così i due anni che ci lasciamo alle spalle e individua tre punti di fragilità: ad operare congiuntamente, secondo l’Istituto, sono stati, infatti, «squilibri di entità notevole nel settore finanziario (da dove ha tratto origine), nel settore immobiliare e nella bilancia dei pagamenti». Nel 2009, prosegue il Rapporto, «il Pil mondiale è diminuito dello 0,6% a parità di potere d’acquisto e del 2% se misurato ai tassi di cambio di mercato. Nell’economia reale, la crisi si è concentrata sul settore manifatturiero e sul commercio internazionale: produzione industriale e interscambio si sono contratti rispettivamente dell’8,2 e del 10,6%».

D’altro canto, però, è la valutazione contenuta nel documento, «la recessione ha avuto durata relativamente breve: circa un anno, tra la primavera 2008 e la primavera 2009. Ciò anche grazie a un intervento di contenimento senza precedenti da parte delle autorità di governo. Nel biennio 2008-2009 i paesi europei hanno destinato risorse per circa 400 miliardi di euro (il 3 per cento del Pil dell’Ue), dirette a imprese e famiglie. Le misure anti-crisi hanno tuttavia provocato un notevole peggioramento a medio termine dei conti pubblici».

I più colpiti dalla crisi, dice l’Istat, sono i ragazzi. L’Italia ha il più alto numero di giovani che non lavorano e non studiano. Si chiamano Neet (Non in education, employment or training) e nel nostro paese sono oltre 2 milioni. Per questo, ha il primato europeo. Hanno un’età fra i 15 e 29 anni (il 21,2% di questa fascia di età), per lo più maschi, e sono a rischio esclusione. Il numero dei giovani Neet è molto cresciuto nel 2009, a causa della crisi economica: 126 mila in più, concentrati al nord (+85 mila) e al centro (+27 mila). Tuttavia il maggior numero, oltre un milione, si trova nel Mezzogiorno. Fra i Neet si trovano anche laureati (21% della classe di età) e diplomati (20,2%). È un fenomeno in crescita; nel 2007 (dati Ocse), l’Italia già registrava il 10,2% di Neet contro il 5,8% dell’Ue).

Chi sono i giovani Neet? Sono coloro che perdono il lavoro e quanto più dura questo stato di inattività tanto più hanno difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro. Tra il primo trimestre del 2008 e lo stesso periodo del 2009 la probabilità di rimanere nella condizione di Neet è stata del 73,3% (l’anno precedente era il 68,6%), con valori più elevati per i maschi residenti al nord. Alla più elevata permanenza nello stato di Neet si accompagna anche un incremento del flusso in entrata di questa condizione degli studenti non occupati (dal 19,9% al 21,4%) ed una diminuzione delle uscite verso l’occupazione.

Origine: www.lastampa.it

NEET! La Generazione Stritolata

Posted in Attualità on June 2nd, 2010 by Neet001 — Be the first to comment!

NEET è l’acronimo inglese di “Not in Employment, Education or Training”, cioè “Non lavora, non studia, non si aggiorna”, usato da alcuni enti governativi come termine di classificazione.

E’ stato usato inizialmente nel Regno Unito, e si sta diffondendo rapidamente in altri paesi del mondo, come Giappone, Cina, Corea del Sud, Italia.

La Confederazione europea delle associazioni giovanili ha lanciato l’allarme qualche mese fa’ : “i giovani italiani restano a lungo intrappolati nel limbo dell’insicurezza, con intervalli senza lavoro e senza reddito che ora tendono a diventare più lunghi e frequenti. Quando il contratto di lavoro non viene rinnovato, l’unico ammortizzatore affidabile resta la famiglia”. l’Italia è il paese con la percentuale più alta: circa il 22% nel gruppo di età 20-24, un livello superato solo da Romania e Bulgaria.

Da noi chi entra nella condizione di Neet tende inoltre a restarvi più a lungo (anche anni): per scoraggiamento, assenza di alternative, semplice inerzia”. Semplicemente se ne sta li’ , come un uccellino impaurito che non sa più come e dove volare.